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| Da Campli ad Atri: un itinerario tra storia fede ed arte |
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| Scritto da Staff |
| Giovedì 07 Febbraio 2008 09:44 |
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Un itinerario tra storia, cultura e gastronomia che ci porta nella zona del teramano. caratterizzata da colline e panorami verso le alte cime motane e la costa. Un itinerario tutto teramano fuori dai circuiti turistici usuali, su I Viaggi di Repubblica di questa settimana. Si parte da Campli, città dalle origini preromane, che tra i numerosi tesori d’arte (vi lavorarono artisti delle scuole di Giotto e Raffaello) vanta la Scala Santa. Dal 1776 per volere di papa Clemente XIV essa garantisce l’assoluzione dai peccati e in speciali periodi dell’anno (dalla terza domenica dopo Pasqua al lunedì di Pentecoste) l’Indulgenza plenaria, con lo stesso valore di quella che si ottiene a Roma.I fedeli salgono in ginocchio i ventotto gradini in legno d’ulivo, tra dipinti ricchi di simbologie che raccontano la Passione di Cristo, giungono fino all’altare in cui sono custodite due schegge della Croce Santa, e ridiscendono attraverso un’altra scala tra gli affreschi che illustrano la Resurrezione. Il viaggio prosegue poi per Civitella del Tronto, splendido esempio di città fortezza del ‘500 perfettamente conservata, con la roccaforte famosa per essere stata l’ultimo baluardo del regno di Napoli a resistere, nel 1861, all’esercito piemontese. «Après quatre jours d’un feu très vif la place de Civitella del Tronto s’est rendue au général Mezzacapo»: così il conte di Cavour dava agli ambasciatori di Parigi e Londra la notizia dell’annientamento della cittadina abruzzese e, con essa, delle ultime resistenze al disegno dell’Unificazione d’Italia. Oggi la roccaforte, tra le più imponenti opere di ingegneria militare in Italia, ospita il Museo storico delle armi, e con i suoi 25000 mq di camminamenti, bastioni, piazze d’armi, passaggi segreti è il luogo ideale per rievocazioni storiche, ma anche per spettacoli ed eventi mondani, come le sfilate di moda che vi si tengono in estate, sulle aeree passerelle sospese tra il gran Sasso e l’Adriatico. E in direzione del mare punta l’ultima tappa del tour, attraverso le Valli del Vomano e del Fino e le bellissime chiese romaniche (Santa Maria di Propezzano, S. Clemente a Vomano, Santa Maria di Ronzano e S. Giovanni ad Insulam,) lungo un percorso definito «un concentrato di arte, tradizioni e sorprese naturalistiche»; tra queste, i Calanchi di Atri (Riserva naturale e Oasi WWF) che annunciano la conclusione del viaggio nell’antica Hatria romana, immersa in uno spettacolare anfiteatro di avvallamenti detti “Le Bolge”, dove specie botaniche tipiche dei climi desertici convivono con piante di capperi, assenzio e liquirizia, materia prima per le industrie dolciarie del luogo. Oltre ai tesori d’arte, l’articolo mette in rilievo la ricca e pregiata gastronomia della cittadina (famoso il pecorino che ne porta il nome) e di tutto il territorio teramano; un’arte culinaria tra le più raffinate d’Italia, di cui si citano alcuni tra i piatti più noti, come le mazzarelle e le scrippelle nella duplice versione in brodo e asciutte, che la tradizione vuole importate a Teramo da un marinaio bretone disertore dell’esercito napoleonico e sposo di una fanciulla del luogo. Laura Campo, Salendo verso il cielo, in I Viaggi di Repubblica, 4 novembre 2004 |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Febbraio 2008 09:46 |